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14 miliardi di dollari di investimenti per eliminare i problemi della vista entro il 2050

Serve un investimento complessivo di 14 miliardi di dollari per eliminare nell’arco di 30 anni i problemi della vista. È quanto sostiene lo studio "Eliminating poor vision in a generation. What will it take to eliminate uncorrected refractive errors by 2050? ", pubblicato da Essilor International e presentato a margine della 74a seduta dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 24 settembre. 

L’analisi ricorda che la mancanza di correzione visiva è una delle disabilità meno affrontate al mondo e propone alcune soluzioni per affrontare e risolvere il problema entro il 2050. Ciò è peraltro in linea con la mission di EssilorLuxottica di aiutare le persone a "vedere meglio, vivere meglio e godere appieno della vita".
Nel report Jayanth Bhuvaraghan, Head of Mission di EssilorLuxottica ha dichiarato: “Questa è un'opportunità unica per porre fine a una crisi che costituisce un'emergenza sanitaria globale. Con il lancio di questo nuovo studio, intensifichiamo i nostri sforzi per definire una tabella di marcia che delinei le priorità, le azioni e gli investimenti necessari per eliminare i problemi della vista nell’arco di una generazione. Il momento è arrivato, ma non possiamo farcela da soli. L’intero settore deve cercare il sostegno di diversi partner per accelerare il raggiungimento di importanti progressi”.

La disabilità meno affrontata al mondo

I difetti visivi sono la disabilità più diffusa al mondo: colpiscono una persona su tre, il 90% delle quali vive in paesi in via di sviluppo (BoP o "base-of-the-pyramid"), e costano all'economia globale 272 miliardi di dollari di perdita di produttività ogni anno. Entro il 2050 si prevede che i difetti visivi non corretti raggiungeranno proporzioni epidemiche con oltre il 50% della popolazione mondiale che soffrirà di miopia, anche con gravi effetti collaterali rischiosi per la vista e implicazioni a lungo termine.

Gli sforzi per dare accesso a cure oculistiche di qualità a tutti ovunque nel mondo sono sostenuti sia dal settore pubblico sia da quello privato e supportati da organizzazioni multilaterali e donatori privati. Nonostante siano stati compiuti passi da gigante in termini di accessibilità, aggirando le ristrettezze economiche e facendo leva sull'innovazione per realizzare prodotti e servizi alla portata di tutti, resta ancora molto da fare.

I problemi alla vista possono essere eliminati entro il 2050
Per raccogliere ulteriori informazioni dettagliate sulle dimensioni di questa crisi, identificare possibili soluzioni e mobilitare le parti interessate sia pubbliche sia private, Essilor International si è avvalsa del supporto analitico di McKinsey. I risultati indicano che i problemi alla vista vista possono essere eliminati entro il 2050 attraverso un investimento di 14 miliardi di dollari nei prossimi 30 anni, dedicati a garantire l’accesso sostenibile a cure oftalmiche, a tecnologie all’avanguardia che possano offrire servizi competitivi, al finanziamento di servizi gratuiti e alla sensibilizzazione pubblica.

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Partendo dai principali risultati dello studio Essilor ha organizzato una tavola rotonda all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, in collaborazione con Devex, al contempo impresa sociale e piattaforma digitale. La discussione si è focalizzata sul come superare gli ostacoli per il raggiungimento dell'obiettivo della buona visione entro il 2050, sulla necessità di finanziamenti specifici e di partner per favorire una maggiore consapevolezza del problema, infine sul come affrontare la questione sia attraverso economie di scala sia grazie a collaborazioni intersettoriali.

Tra gli altri sono intervenuti  Jayanth Bhuvaraghan, Head of Mission di EssilorLuxottica; Nick Martin, Vice amministratore delegato, The Fred Hollows Foundation; Allyala Nandakumar, capo economista del Global AIDS Coordinator in America ed ex capo economista per la salute globale, USAID; Dr. Serge Resnikoff, esperto internazionale di salute degli occhi ed ex consigliere e coordinatore senior delle politiche dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, e Elizabeth Smith, co-fondatrice e amministratore delegato di EYElliance.

Scarica qui il rapporto e guarda una registrazione della tavola rotonda qui.